Daniele Cascella nel suo testo “Scultori di Suono” parla della Sound Art come di
“una forma espressiva legata, più che alla visione in senso ristretto, alla percezione spaziale connaturata al suono, che non necessariamente deve includere elementi visibili o concreti”.
Nello stesso testo Cascella cita la definizione di Bernd Schulz secondo il quale questa forma espressiva è una “Musica che non possiede un inizio definito o una fine predeterminata, che entra in una nuova fusione con i fenomeni visivi e non vuole altro che mettere ambiti di esperienza a disposizione di chi ascolta”