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Fermentazione generativa
“Lo scarto entra in compostiera senza alcuna malinconia della propria identità, accentando di divenire altro, trasformandosi individualmente e trasformando l’intero composto.” (Antonia Anna Ferrante). Questo è un lavoro di cooperazione, multispecie, un prodotto della collaborazione tra umani, funghi, batteri, formiche, il tutto in un campo di forze nel quale la performatività non è mai riconducibile…
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Il Teatro delle Volpi al Neon
Il Teatro delle Volpi al Neon è una performance che agisce sulla stratificazione di vari piani di opacità. Un’opacità che è al tempo stesso politica ed estetica. È la creazione di uno spazio libero dalla sorveglianza, dove i corpi e i suoni non sono più oggetti di controllo, ma luoghi di resistenza. Non c’è funzione,…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – La nebbia sonora e l’anomalia percettiva. (parte2)
La nebbia sonora e l’anomalia percettiva. (parte2) La stratificazione sonora non segue nessuna melodia, non si appoggia su nessun pattern ritmico, ma sovrappone una serie di frequenze che sembrano amplificarsi l’una con l’altra, creando una nebbia sonica nella quale a scorrere sono solo zone di alta o bassa densità. In questa nebbia le volpi “scolpiscono”…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – La nebbia sonora e l’anomalia percettiva. (parte1)
La nebbia sonora e l’anomalia percettiva. (parte1) Nella società digitale contemporanea, il suono viene trattato come un’informazione pura, trasformata in dati, segmenti e segnali che sono facilmente decifrabili, codificabili e classificabili. In quest’ottica, il suono, imbrigliato nella gabbia delle sue sovrastrutture (la musica), diventa trasparente, ridotto alla sua funzione di “segnale”, un impulso diretto che…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – L’Ombra come linguaggio – l’impronta di un passaggio
L’Ombra come linguaggio – l’impronta di un passaggio Cosa ci resta una volta che l’identità è cancellata? Il Teatro delle Volpi al Neon fa dell’ombra il suo mezzo espressivo, il suo linguaggio. Queste ombre, che emergono dal flusso di dati, non sono semplici duplicati dei performer, ma impronte di un passaggio. L’ombra non ha un…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – Il Corpo opaco
Il Corpo opaco Nelle società contemporanee, il corpo è sempre più un oggetto misurabile. La vita viene codificata in pattern prevedibili e manipolabili. Il corpo si fa dato, questa riduzione non solo sottrae complessità alla corporeità, ma la ingloba in una logica economica di sfruttamento e controllo. Questo processo di colonizzazione del corpo attraverso il…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – La materia del suono – resistenza e dissonanza
La materia del suono – resistenza e dissonanza Nel Teatro delle Volpi al Neon il suono non è un segnale ma un’interferenza. In un’epoca che misura ogni vibrazione, ogni frequenza, e la traduce in codice, le volpi scolpiscono il suono come una sorta di nebbia digitale, una presenza che, anziché rivelare, nasconde. Il flusso che…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – Il dispositivo dell’anonimato: la maschera.
Il dispositivo dell’anonimato: la maschera. Nell’era della sorveglianza onnipresente, il volto è ridotto a un’identità decifrabile, una firma biometrica che ci colloca e ci definisce. Le maschere indossate nel Teatro delle Volpi al Neon non sono semplici costumi, sono dispositivi di resistenza, atti di scomparsa. Scegliendo l’anonimato come forma di autonomia, le Volpi al Neon…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – Un segnale decifrabile è un segnale sfruttabile
Un segnale decifrabile è un segnale sfruttabile Essere visibili, oggi, significa rinunciare a essere liberi. Con ogni gesto e con ogni suono, il Teatro delle Volpi al Neon evoca un territorio di incomprensibilità. Quella delle volpi è una performance che esplora il margine, lo spazio dove il significato evapora. Il movimento dei corpi, segmentato e…
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Il Teatro delle Volpi al Neon – Invisibilità digitale
Viviamo in un’epoca in cui la visibilità è la valuta che più ci vincola. Alcuni algoritmi sono programmati per estrarre valore da ogni nostro gesto, catalogandoci in un sistema che riduce l’essere umano a un profilo commerciale composto di dati “estratti” dal nostro quotidiano muoverci nell’infrastruttura digitale. Nelle performance del Teatro delle Volpi al Neon,…
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I diari dell’ascolto. giorno 16
L’ascolto è un’attività che può essere affinata, ma non è l’orecchio che va allenato, anche se spesso nelle scuole di musica si parla di “ear training” non è l’orecchio che si allena, ma la capacità del cervello di scomporre, analizzare e paragonare i suoni percepiti.L’ascolto quindi può essere affinato attraverso la riflessione, prima di tutto…
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I diari dell’ascolto. giorno 15
Partendo dal presupposto che il silenzio assoluto non può esistere, i suoni non sono mai isolati, sono sempre mescolati con altri suoni perennemente fusi in un unico gigante continuum sonoro che è quell’oceano di aria nel quale siamo immersi. Questa densa continuità atmosferica si espande e si comprime nello spazio e nel tempo creando quelle…
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I diari dell’ascolto. giorno 14
Quella del suono è un’esplorazione condotta secondo una prospettiva affettiva e critica, un’indagine che individua le potenzialità politiche dell’ascolto e le sue capacità produttive nell’immaginario collettivo.Nella ricerca sul suono si pone al centro dell’analisi la comunità e la molteplicità di voci e di ascolti perché il suono sospende i processi di comprensione immediata della realtà,…
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I diari dell’ascolto. giorno 13
Il sonoro, per essere udibile, deve lasciare una traccia. L’idea di un ascolto puro o “ridotto” implica direttamente la cancellazione di ogni traccia e il ritorno al suono stesso, cioè al sonoro. Ma se il sonoro è proprio ciò che non viene percepito, non può essere oggetto di alcun ascolto.Ridurre l’ascolto per accedere al suono…
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I diari dell’ascolto. giorno 12
Al centro di ogni riflessione sull’ascolto c’è il concetto di partecipazione, l’ascoltatore e l’evento preso in considerazione abitano la stessa (fono)sfera.Il percepito e il soggetto sono concomitanti e transitori l’uno nell’altro.Ogni ragionamento sul suono fornisce quindi delle intuizioni invece che delle verità, il fine di questo tipo di riflessioni è quello di abbracciare l’esperienza del…
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I diari dell’ascolto. giorno 11
La natura effimera del suono sembra in prima analisi renderlo poco adatto ad essere usato come strumento critico, mentre la stabilità del visivo rende più facile la critica in quanto presuppone una presa di distanza dall’oggetto, indispensabile per l’analisi.L’ascolto quindi porta dubbi fenomenologici, non esiste un posto dove l’ascoltatore non è simultaneo all’evento sonoro.Questo porta…
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I diari dell’ascolto. giorno 10
L’udito è qualcosa di più complesso del semplice funzionamento fisico dell’apparato uditivo. Quello che viene ascoltato e il modo in cui viene ascoltato è mediato e filtrato dal nostro contesto musicale. È possibile quindi distinguere un udito fisico, fatto di meccanica e interazione corporea con il mondo e uno concettuale, un processo nel quale si…
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I diari dell’ascolto. giorno 9
Nelle società industriali possiamo notare una diminuzione della tolleranza verso il silenzio. Parte di questa diminuzione è dovuta all’accresciuta richiesta di stimoli, di “cose che succedono” e (a livello sonoro) di continui flussi acustici a volumi elevati.Questo non ha portato a una diminuzione dell’udito ma a una continua diminuzione delle occasioni di dimorare in situazioni…
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I diari dell’ascolto. giorno 8
L’uomo sembra sapere da sempre che la musica plasma lo stare nello spazio dell’ascoltatore, essa incide direttamente sulla sua economia corporea.Nel corso del secolo scorso la musica si è sviluppata nella direzione di un’arte capace di plasmare gli spazi e in questa direzione si è trovata ad incontrare un ampliamento del materiale sonoro a favore…
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I diari dell’ascolto. giorno 7
Leggere il Suono (parte 2)Ascolto come pratica di coinvolgimento o come atto di decodifica? Opposta alla teoria di Kim-Cohen è invece la lettura fenomenologica dell’ascolto di Salomé Voegelin.Nel suo testo “Listening to Noise and Silence” Voegelin descrive l’ascolto come una pratica di coinvolgimento nel mondo e non come un atto di decodifica dei segnali.
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I diari dell’ascolto. giorno 6
Leggere il Suono (parte 1)Ascolto come pratica di coinvolgimento o come atto di decodifica? Nel suo “In the Blink of an Ear” S.Kim-Cohen rintraccia in tre casi di dominio musicale i precursori di quella concezione estesa delle pratiche sonore che porterà alla Sound Art, secondo Cohen questi casi sono la musique concrète di Pierre Schaeffer,…
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I diari dell’ascolto. giorno 5
La Dialettica Ascolto-Visione (parte 2) -L’ascolto tende verso la soggettività; la visione tende verso l’oggettività -L’ascolto riguarda l’affetto; la visione riguarda l’intelletto -L’udito è un senso principalmente temporale; la vista è un senso principalmente spaziale -L’udito è un senso che ci immerge nel mondo; la vista è un senso che ci rimuove dal mondo. tratta…
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I diari dell’ascolto. giorno 4
La Dialettica Ascolto-Visione (parte 1) tratta da “The Audible Past: Cultural Origins of Sound Reproduction” di Jonathan Sterne -L’ascolto è sferico; la visione è direzionale -L’ascolto immerge il suo soggetto; la visione offre una prospettiva -L’ascolto concerne gli interni; la visione concerne le superfici -L’ascolto coinvolge il contatto fisico con il mondo esterno; la visione…
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I diari dell’ascolto. giorno 3
Classificare gli ambienti sonori Una prima grossolana ma importante classificazione degli ambienti sonori può partire dalla divisione tra ambienti sonori ad alta fedeltà e quelli a bassa fedeltà.Nei primi i singoli eventi sonori possono essere distinti dal contesto, mentre nei secondi i segnali sono così numerosi da creare sovrapposizioni ed effetti di “mascheramento”. Questa classificazione…
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I diari dell’ascolto. giorno 2
Classificare i suoni Perché iniziare a classificare i suoni? Per scoprire somiglianze, contrasti, per iniziare a immaginare modelli, per migliorare la nostra percezione, la nostra capacità di analisi e la nostra creatività.Mentre i singoli suoni possono essere classificati secondo le loro caratteristiche fisiche, secondo il modo in cui vengono percepiti, secondo la loro funzione o…
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I diari dell’ascolto. giorno 1
Quello che sto per iniziare è un diario fatto di riflessioni sulla fonosfera nella quale ci troviamo immersi ogni giorno. Il suono è un territorio di condivisione, un campo di percezione intersoggettivo fatto di incontri e coabitazioni. Allo stesso tempo è un terreno frammentato composto da contingenze sfuggenti. Per questo motivo proverò a tracciare i…
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Una diversa direzione critica
“Se l’egemonia culturale europea e l’universalismo modernista occidentale sono concetti che hanno perso credibilità, l’immagine di ciò che dovrebbe rimpiazzarli è ancora a malapena percepibile”Charles Esche La curatela di viaggio come atto di sradicamento, prima di tutto culturale, l’intento è quello di trovare, viaggiando, un modo di pensare l’arte come qualcosa di diverso da una…
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Una ricerca errante
L’erranza rappresenta un’indagine in cammino, un assorbimento critico degli scenari nei quali ci si muove, un gesto di dislocazione del senso in una costellazione di segni.I navigatori nomadi di questi paesaggi di segni sono i semionauti, agenti creatori di percorsi, abitanti di un mondo frammentato che viene allo stesso tempo attraversato e mappato nella sua…
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“Il Teatro delle Volpi al Neon”
In un presente nel quale iperconnessione e ipercontrollo viaggiano in una infrastruttura di dati e algoritmi sempre più invasiva, un gruppo di artisti performer noto come “Il Teatro delle Volpi al Neon” ricerca l’invisibilità attraverso atti di pattern un-recognition, incursioni di un teatro di strada fatto di movimenti inclassificabili come danza e sculture sonore non…
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Proxy Identity – puma jet sun
In un film cyberpunk di qualche anno fa il protagonista, nel tentativo di nascondere delle informazioni, utilizzava come chiave segreta tre immagini selezionate a caso nel marasma televisivo globale. Con lo stesso procedimento puma jet sun tenta di estendere il processo di definizione visuale ad una serie di fenomeni la cui somma diventa la chiave…
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“Torno Subito”
“Torno Subito” Installazione di Arianna Ninchi (via Montegrappa, 14 Terni) Con “Torno Subito” l’artista pone il proprio sguardo tra le maglie larghe e permeabili di un tessuto composto dalle dimenticanze del cartografo e dalle negligenze del politico, per indagare il presente come spazio residuale di un frammento condiviso della coscienza collettiva. Lo sfasamento temporale viene…
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Siamo soli sulla nostra traiettoria
Condividere l’isolamento ha creato una bolla di inter-soggettività. Essere insieme nello stesso stato di solitudine. Come esporre questo stato di condivisione dell’esperienza? Un’esposizione genera un ambito di scambi. La forma nasce per incontro, un’opera è il modello di un incontro: Un incontro per deviazione tra segni prima paralleli. Oggi siamo da soli con i nostri…
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Note dalla lettura di “Listening to Noise and Silence” di Salomé Voegelin (seconda parte)
“Listening: This chapter explores listening, not as a physiological fact but as an act of engaging with the world. It is in the engagement with the world rather than in its perception that the world and myself within it are constituted, and it is the sensorial mode of that engagement that determines my constitution and…
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La Dialettica Ascolto-Visione
tratta da “The Audible Past: Cultural Origins of Sound Reproduction” di Jonathan Sterne -L’ascolto è sferico; la visione è direzionale -L’ascolto immerge il suo soggetto; la visione offre una prospettiva -L’ascolto concerne gli interni; la visione concerne le superfici -L’ascolto coinvolge il contatto fisico con il mondo esterno; la visione richiede una distanza da esso…
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Note dalla lettura di “Listening to Noise and Silence” di Salomé Voegelin
In questo testo Salomé Voegelin si propone di delineare i primi aspetti di un discorso intorno alle teorie del suono attraverso un’analisi delle pratiche della Sound Art. Partendo dal presupposto che la comprensione di un determinato fenomeno sia inavvertitamente influenzata dalla funzione (il meccanismo fisico) del senso maggiormente utilizzato e dalle interpretazioni culturali sedimentate nell’osservatore,…
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L’accumularsi delle diverse interpretazioni
“Le opere d’arte sono una forma di provocazione. Noi non le spieghiamo, ma ci misuriamo con esse. Le interpretiamo in conformità dei nostri fini e delle nostre aspirazioni, diamo loro un senso, la cui origine si trova nelle nostre forme di vita e nelle nostre abitudini di pensiero e, per dirla in breve, di ogni…
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Salomé Voegelin at FASE 2016
Ecco una interessantissima lettura di Salomé Voegelin al Festival de Arte Sonoro Español sto leggendo il suo “Sonic Possible Worlds” e questo video mi sembra un’ottima introduzione al suo pensiero sul suono.
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Le Poetiche del Suono Ambientale
Pauline Oliveros
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Nicola Di Croce – Relazioni
https://nicoladicroce.cargocollective.com/relazioni The workshop is part of “A di città”, a urban regeneration festival organised in Rosarno, Calabria. The sonic research focuses on a lower income neighbourhood of the city hosting a high number of migrants from North Africa. A series of interviews and field recordings are collected and presented throughout a sonic and architectural…
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Il suono, la memoria e la città
Fran Tonkiss “Cartoline Uditive – Il suono, la memoria e la città” tratto da “Paesaggi Sonori – Musica, Voci, Rumori: l’universo dell’ascolto”
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Tomoko Hojo: “I am listening to you”
Tomoko Hojo: “I am listening to you” (2018) https://soundcloud.com/user-888497919/i-am-listening-to-you http://www.tomokohojo.net/posts/4547046
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La Conquista Estetica dello Spazio Acustico
Gernot Böhme “Atmosfere Acustiche. Un contributo all’Estetica Ecologica”
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Leggere il Suono: Ascolto come pratica di coinvolgimento o come atto di decodifica?
Nel suo “In the Blink of an Ear” S.Kim-Cohen rintraccia in tre casi di dominio musicale i precursori di quella concezione estesa delle pratiche sonore che porterà alla Sound Art, secondo Cohen questi casi sono la musique concrète di Pierre Schaeffer, alcuni lavori di Cage e di Muddy Waters. Tuttavia Cohen coglie il fallimento di…
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180 secondi : Tokyo secondo Eriko
The sound artist Eriko captures the harmonies and dissonances of Tokyo. She alienates everyday sounds and experiments with poetry between white noise and raindrops. http://www.goethe.de/z/180sec/enindex.html?wt_sc=180Seconds#
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L’esperienza vissuta del tempo come movimento omogeneo
Nella sua introduzione alla raccolta di saggi sull’Ecologia della Musica, Antonello Colimberti analizza il rapporto tra uomo e natura nelle radici della cultura musicale occidentale contrapponendo due illustri musicologi (entrambi tedeschi) del 900. Da una parte il pensiero di Heinz Heinrich Eggebrecht che individua nel principio pitagorico l’essenza stessa del fare musica nella cultura occidentale.…
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How to Make a Sound Map: Cartographic, Compositional, Performative
Originally posted on Acoustic Ecology @ UoH: What is a Sound Map? Firstly a contradiction. The definition of sound map should not be taken too literally. The idea of map, mapping, journey likewise should not be taken at face value, that is, as a two-dimensional means-to-an-end. To use a philosophy crudely, not all swans are…
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Journal of Sonic Studies: Podcasts
https://www.researchcatalogue.net/view/479312/479336
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Cartografare contrade sonore
ecco un interessante articolo sul sound mapping https://makingmaps.net/2008/03/25/making-maps-with -sound/
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Immersione sensoriale, Immaginazione e riconfigurazione critica.
Il suono sfugge alla sua situabilità L’ascolto di un territorio diventa esso stesso territorio
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Il Suono, la fluidità durazionale e lo svelarsi del molteplice: Cox legge Deleuze che legge Bergson
Secondo C.Cox la musica e il suono si differenziano per la loro diversa relazione con l’essere e il tempo. La musica costituisce una sezione mobile di un vasto campo di forze e flussi sonici. La musica vede il tempo come oggetto modulare narrativo mentre il suono sorpassa il tempo divenendo un’esperienza di durata (bergsoniana). L’indagine…
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La configurazione del suono come produttore/vettore di conoscenza
L’Etnomusicologo americano Steven Feld spiega come il suono possa diventare una chiave di comprensione di un luogo, di una cultura o di un sistema sociale e introduce il termine Acustemologia. “Unione tra acustica ed epistemologia, l’acustemologia è un modo di investigare simultaneamente il luogo del suono e il suono del luogo. L’idea è che il…
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Infiltrazioni
“… nel corso delle recentri indagini sulla sound art capita spesso di imbattersi in categorie che gli addetti ai lavori creano per sistematizzare un fenomeno sfuggente e ramificato: si operano distinzioni dettagliate tra artisti che lavorano con il suono, musicisti che usano lo spazio e quant’altro. Il più delle volte sono definizioni di comodo, che…
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Traiettorie
Il suono non va considerato una categoria a sé stante “… il suono può contribuire in maniera interessante a una comprensione dell’arte che riguarda piuttosto le traiettorie che attraversano i diversi linguaggi, media, luoghi e storie.” Antony Huberman “Audio Files. Sound Art Now: an Online Symposium”
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Pierre Schaeffer e il “Solfeggio dell’oggetto sonoro”
https://en.wikipedia.org/wiki/Pierre_Schaeffer https://hal.archives-ouvertes.fr/hal-00807080/document https://it.wikipedia.org/wiki/Oggetto_musicale
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Il Quartetto d’archi e il Pandemonio Urbano
R.Murray Schafer nel settimo capitolo del suo studio “Il Paesaggio Sonoro” analizza il rapporto tra la Musica e il paesaggio sonoro indagando sviluppi e mutamenti nelle abitudini percettive. Inizialmente ripropone (a mio giudizio in modo poco approfondito) la divisione della Musica in due grandi categorie: La musica assoluta e la musica a programma. Nel primo…
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Percezione spaziale connaturata al suono e ambiti di esperienza
Daniele Cascella nel suo testo “Scultori di Suono” parla della Sound Art come di “una forma espressiva legata, più che alla visione in senso ristretto, alla percezione spaziale connaturata al suono, che non necessariamente deve includere elementi visibili o concreti”. Nello stesso testo Cascella cita la definizione di Bernd Schulz secondo il quale questa forma…
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Caratteristiche del Paesaggio Sonoro
Appunti dalla lettura di R.Murray Schafer Caratteristiche del Pesaggio Sonoro: Le caratteristiche significative che emergono dall’analisi del paesaggio sonoro sono i suoi suoni paricolarmente importanti per la loro individualità, la loro qualità o la loro presenza dominante. Una prima classificazione di queste caratteristiche necessita la definizione di alcune categorie importanti: Toniche: Con Tonica nella terminologia…
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Cartografare contrade a venire
Questo è l’estratto dell’articolo.


















