“Se l’egemonia culturale europea e l’universalismo modernista occidentale sono concetti che hanno perso credibilità, l’immagine di ciò che dovrebbe rimpiazzarli è ancora a malapena percepibile”
Charles Esche
La curatela di viaggio come atto di sradicamento, prima di tutto culturale, l’intento è quello di trovare, viaggiando, un modo di pensare l’arte come qualcosa di diverso da una categoria culturale che continuiamo a connotare, nella sua costituzione, come bianca, maschile, imperialista e borghese.
Il viaggio di ricerca curatoriale come atto di mescolanza dei codici fondamentali del linguaggio, delle tecniche, delle percezioni e delle gerarchie valoriali del paradigma arte.
Cosa si cerca con l’erranza?
Cosa indaga lo sguardo nomade?
Con l’erranza si cerca di essere presenti li dove i codici si creano, si cerca una posizione privilegiata di osservazione di apparati dotati di una facoltà discorsiva differente dalla nostra.
Lo sguardo nomade indaga una diversa direzione critica, una narrativa composta con concetti appartenenti a lingue e linguaggi altri, nel tentativo di decodificare un segnale polivocale rispetto al rumore normalizzante.
Si abita temporaneamente un altrove per mescolare la mappa dei sistemi simbolici, minando con nuovi punti di fuga la tensione tra centrale e periferico.
