Nelle società industriali possiamo notare una diminuzione della tolleranza verso il silenzio. Parte di questa diminuzione è dovuta all’accresciuta richiesta di stimoli, di “cose che succedono” e (a livello sonoro) di continui flussi acustici a volumi elevati.
Questo non ha portato a una diminuzione dell’udito ma a una continua diminuzione delle occasioni di dimorare in situazioni di introspezione che abbiano un valore intrinseco al di fuori di stimoli esterni. Si perde così l’abitudine a quelle situazioni di silenzio nelle quali lasciar accadere delle cose all’interno”.
