Al centro di ogni riflessione sull’ascolto c’è il concetto di partecipazione, l’ascoltatore e l’evento preso in considerazione abitano la stessa (fono)sfera.
Il percepito e il soggetto sono concomitanti e transitori l’uno nell’altro.
Ogni ragionamento sul suono fornisce quindi delle intuizioni invece che delle verità, il fine di questo tipo di riflessioni è quello di abbracciare l’esperienza del loro oggetto invece che rimpiazzarla con delle idee.
L’esperienza sensitiva non viene quindi mediata da teorie, categorie o canoni ma viene indirizzata verso il coinvolgimento nella pratica dell’ascolto e nella narrativa del suono.
