Valerio Belloni

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Il Teatro delle Volpi al Neon – Il Corpo opaco 

17 febbraio 2025

Il Corpo opaco 

Nelle società contemporanee, il corpo è sempre più un oggetto misurabile.

La vita viene codificata in pattern prevedibili e manipolabili.

Il corpo si fa dato, questa riduzione non solo sottrae complessità alla corporeità, ma la ingloba in una logica economica di sfruttamento e controllo.

Questo processo di colonizzazione del corpo attraverso il codice è l’ennesimo tentativo di cattura dell’umano nell’inesorabile logica del calcolo.

Nel Teatro delle Volpi al Neon il corpo è frammentato e non si offre come oggetto estetico o narrativo, ma si manifesta come un’alterità alla grammatica convenzionale del movimento.

Quella delle Volpi è una pratica che destabilizza le tradizioni del linguaggio corporeo, è una critica performativa al sistema di sorveglianza, un gesto di sottrazione che produce opacità laddove si richiede trasparenza.

L’opacità non è semplicemente un’assenza di visibilità, ma una scelta politica e artistica. In un’epoca che esige trasparenza di ogni azione, le volpi rivendicano il diritto del corpo a nascondersi, a non essere profilato, a sottrarsi. 

Il corpo diventa una presenza senza un’identità tracciabile.

The Opaque Body
In contemporary societies, the body increasingly becomes a measurable object.
Life is codified into predictable and manipulable patterns.
The body turns into data – this reduction not only strips corporeality of its complexity but also absorbs it into an economic logic of exploitation and control.

This process of bodily colonization through code marks yet another attempt to capture the human within the relentless logic of calculation.

At the Neon Foxes Theatre, the body is fragmented and does not present itself as an aesthetic or narrative object, but manifests as an alterity to the conventional grammar of movement.

The practice of the Foxes destabilizes the traditions of corporeal language; it is a performative critique of the surveillance system, an act of subtraction that generates opacity where transparency is demanded.

Opacity is not merely the absence of visibility – it is a political and artistic choice. In an era that demands transparency in every action, the Foxes assert the body’s right to hide, to resist profiling, to withdraw.

The body becomes a presence devoid of a traceable identity

Le corps opaque

Dans les sociétés contemporaines, le corps est de plus en plus un objet mesurable.

La vie est codifiée en schémas prévisibles et manipulables.

Le corps devient une donnée, cette réduction ne retire pas seulement de la complexité à la corporéité, elle l’enferme dans une logique économique d’exploitation et de contrôle.

Ce processus de colonisation du corps par le code est une nouvelle tentative de capturer l’humain dans l’inévitable logique du calcul.

Dans le Neon Foxes Theater, le corps est fragmenté et ne se présente pas comme un objet esthétique ou narratif, mais comme une altérité face à la grammaire conventionnelle du mouvement.

La pratique des Renards déstabilise les traditions du langage corporel ; c’est une critique performative du système de surveillance, un geste de retrait qui produit de l’opacité là où la transparence est exigée.

L’opacité n’est pas simplement une absence de visibilité, mais un choix politique et artistique. À une époque qui exige la transparence de chaque action, les Renards revendiquent le droit du corps à se cacher, à ne pas être profilé, à se soustraire.

Le corps devient une présence sans identité traçable.

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